Bootstrap fa schifo (e anche tu, se lo usi).

Nota bene: questo articolo compirà presto quattro anni e ancora oggi ricevo frequentemente insulti da parte di gente poco preparata che si prende la briga di contestarne il contenuto e attaccare la mia professionalità dopo aver letto soltanto il titolo. Prima di dare sfogo alla tua frustrazione assicurati di aver letto e compreso tutto l’articolo o, se proprio non ce la fai a sentir parlare male dell’unico strumento di sviluppo web che conosci vai a leggere Dieci ottimi motivi per adorare Twitter Bootstrap.

Sono passati ormai due anni dalla prima release pubblica di Twitter Bootstrap, che nel frattempo è giunto alla versione tre, e ancora la gente non si è resa conto di quanto sia poco professionale, poco conveniente e poco elegante usarlo per il web design… al contrario: leggo ogni giorno commenti positivi su questo progetto, anche se a scriverli sono soprattutto persone che fanno questo mestiere da venti minuti.

Visto che il fenomeno non sembra arrestarsi da solo, come avevo auspicato e previsto nelle prime ore della sua diffusione, ho deciso che è il momento di scrivere questo articolo. Condividerò con te i 10 motivi per cui, secondo me, Bootstrap non andrebbe mai usato per realizzare il front-end di un sito web.

1. Bootstrap non è stato scritto per te.

Bootstrap è una collezione di librerie e di snippet in gran parte già noti, messi assieme da  Mark Otto e Jacob Thornton nel tentativo di uniformare il lavoro di tutti gli sviluppatori di Twitter. Prima di Bootstrap ognuno utilizzava gli strumenti che riteneva più adatti per ogni singolo task, ed è così che si dovrebbe lavorare su piccoli progetti, ricorrendo il meno possibile a pesanti librerie: non ha senso includere tutto jQuery se in una pagina dobbiamo solo cambiare colore a un div, giusto?

2. Human Interface Guideline.

Uno degli argomenti più frequenti a favore di Bootstrap è che il suo uso garantirebbe il rispetto delle linee guida per l’interfaccia umana, che assurdità!

I sistemi operativi e i browser rispettano già le loro linee guida senza bisogno di camuffare tutti gli elementi fino a renderli irriconoscibili, e comunque da un sito web ci si aspetta più User Experience che Usability (e se non conosci la differenza smetti di leggere qua e fattelo spiegare da Annalisa Riggio).

3. Prima di Bootstrap le interfacce erano progettate da designer veri.

Da quando esiste Bootstrap chiunque può assemblare un’interfaccia. Questo non significa che tutti sono diventati designer o che non ci sia più bisogno di designer per il web, significa solo che chi non è capace di progettare un’interfaccia si affiderà a Bootstrap. Ecco che velocemente il web si divide tra siti progettati da persone che sanno cosa stanno facendo e siti fatti con Bootstrap. Tu da che parte stai?

4. Bootstrap è pesante.

Bootstrap è composto, nella sua configurazione minima, da 126Kb di CSS e 29 di JS. A questo si devono aggiungere i plugin, poi i plugin richiederanno jQuery e in men che non si dica finisci col fornire pagine che pesano tantissimo senza rendertene conto, e senza poterci fare nulla, anche perché…

5. Bootstrap richiede più tag di quanti ne useresti normalmente.

<div class="container"><!-- UN DIV LARGO 100% -->
    <div class="row"><!-- UN DIV LARGO 100% -->
        <div class="col-lg-12"><!-- UN DIV LARGO 100% -->
            <table class="table" id="table">
                <thead>
                    <tr>
                        <th>First column</th>
                        <th>Second column</th>
                        <th>Third column</th>
                    </tr>
                </thead>
                ......

source: http://bootsnipp.com/

Per seguire la logica della griglia di Bootstrap contenitore > riga > colonna abbiamo tre div annidati, tutti della stessa dimensione, che contengono una table con class table e id table. C’è davvero bisogno di commentare?

6. Se è fatto con Bootstrap si vede.

Tutti i siti fatti con Bootstrap sembrano uguali, e non è cambiando due font e tre colori che questo problema si risolve. Bootstrap è così noto e così rigido che la sua struttura è sempre evidente nelle pagine che lo utilizzano. Si, lo so cosa stai per dire… stai per dire che si può personalizzare grazie a…

7. LESS fa il contrario di ciò che promette.

LESS è un preprocessore di CSS, vale a dire che tu puoi impostare delle variabili e lui genera tutte le regole CSS al posto tuo. Quello che ci viene promesso nella pagina ufficiale (lesscss.org) è un codice più pulito e più organizzato, quello che otteniamo è, invece, un CSS chilometrico pieno di regole duplicate, che rende più difficile il debug perché la regola che vogliamo modificare si trova lontanissima da dove la vediamo utilizzando un Document inspector. E comunque se non sai tenere in ordine i tuoi CSS senza utilizzare preprocessori, è giusto dirtelo, questo non è il tuo mestiere.

8. Se inizi con Bootstrap non potrai più farne a meno.

Molte persone sostengono di essere web developer ma non sanno fare a meno di jQuery per validare un campo di testo. Allo stesso modo molti web designer iniziano a lavorare con Bootstrap e non si accorgono che tutto quello che assemblano è legato a delle logiche proprietarie che non hanno ragione di essere utilizzate se non per accontentare Bootstrap. Stai attento: quando questa moda sarà passata rischi di dover ricominciare a imparare tutto da capo.

9. Non lo hai scritto tu.

Semplicemente questo dovrebbe bastarti: è il codice di qualcun altro, e se vuoi che faccia ciò che hai in mente dovrai capire come non distruggerne il funzionamento, dovrai entrare nelle sue logiche e evitare conflitti con gli altri componenti. Per fare questo dovrai studiare tutto il codice, che non è poco, e alla fine ti renderai conto che avresti fatto molto prima a scrivere da zero due funzioncine Javascript anziché usare tutto questo inutile apparato.

10. La gente (brava) non ti aiuterà volentieri.

Sei mai andato su un forum a chiedere aiuto? Hai presente quante meno risposte ottengono le domande sui framework di terze parti rispetto ai quesiti su semplici Javascript? Questo dipende dal fatto che gli sviluppatori più anziani e più esperti facevano le stesse cose che fai tu già prima che fosse inventato Bootstrap o jQuery, sanno come fare funzionare le cose e come farle funzionare sui vari Browser, vedono di buon occhio i principianti che cercano di imparare qualcosa, ma detestano chi cerca scorciatoie. Insomma, è più facile trovare qualcuno che si offra di farti un carousel da zero in Javascript che qualcuno che si sforzi di capire come mai il tuo componente Bootstrap ha smesso di funzionare.

Conclusioni.

Se utilizzi Bootstrap non sei un designer.

Bootstrap è un ottimo strumento per un developer che ha necessità di assemblare in fretta le sue interfacce senza doversi occupare di futilità come il Responsive o le Icone. Se utilizzi Bootstrap per il front-end di un sito per un tuo cliente non gli stai rendendo un buon servizio, forse né tu né il tuo cliente ve ne rendete conto, ma state entrambi perdendo tempo e denaro.

Cionondimeno esistono Dieci ottimi motivi per adorare Twitter Bootstrap, li hai già letti?

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67 Risposte

  1. Andrea ha detto:

    Be’ a parte il titolo più click bait che si possa trovare nel web, riconosco che nel 2013 Boostrap aveva molte limitazioni, ma con il tempo è stato migliorato notevolmente. Perciò, in casi in cui non si pretende molto da un sito web e si vuole risparmiare un po’ di tempo nel design dell’applicazione, può essere una tra le opzioni consigliabili.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Andrea, come ho avuto modo di scrivere in risposta ad altri io amo Bootstrap 4: lo uso nel lavoro ogni volta che posso ed è un salvavita, ma quando ho scritto questo articolo credevo in tutto quello che ho scritto, e probabilmente era anche tutto oggettivamente vero. La scelta di usare un titolo di questo tipo era anche quella legata a uno studio dello strumento web; il 2013 era proprio l’anno in cui la gente aveva iniziato a usare il termine “click bait” anche in Italia e sembrava che fosse l’unica maniera di convincere le persone a visitare il tuo sito. Proprio di quel periodo è un articolo del Guardian “In Difesa del Clickbait” che assolveva tutti quelli che ne fanno uso se poi offrono un contenuto valido ai propri visitatori, spero che questo mio articolo meriti l’assoluzione. In bocca al lupo per la tua Carica Vincente.

  2. Stefano ha detto:

    Una posizione la tua un po’ ‘draconiana’ che cioé non coglie le varie sfumature possibili. Ad esempio un sito Intranet di gestione soci attualmente consta di circa 45.000 linee di codice PHP. L’analisi è complessa e complesse sono pure le funzioni richieste. Se avessi dovuto costruire una interfaccia grafica il lavoro sarebbe diventato molto oltre le possibilità di un singolo, con Bootstrap inveece ho avuto a disposizione un framework abbastanza semplice (in caso di necessità StackOverflow mi ha sempre trovato la giusta soluzione), facilmente standardizzabile in modo da avere una interfaccia lineare, consistente e semplice per l’utente. Grafica? effetti speciali? Personalizzazioni? Per ora no, l’importante é avere le funzioni disponibili (ed un discreto database, magari correttamente normalizzato). Per concludere mi sembra che le tue affermazioni siano un po’ superficiali e limitate ad alcune casistiche. Il Web ha molte molte più possibilità di quelle a cui ha accennato nei tuoi dieci punti. Voglio solo citare la adozione del HTML5 con la separazione tra contenuti e comandi, cammino che si percorre agevolmente portati per mano da Bootstrap. Una ultima considerazione: la sicurezza del codice prodotto é interamente e completamente responsabilità del programmatore, non si cono parti vitali scritte da qualche baldanzoso giovanotto diversamente esperto. Ciao, Stefano

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Stefano, grazie per il tuo contributo.
      Questo articolo è vecchio di anni e rispecchia il mio pensiero nel momento in cui l’ho scritto, ultimamente il mio punto di vista è molto cambiato e Bootstrap 4 mi sta dando un sacco di soddisfazioni.

  3. Alberto ha detto:

    Salve, premetto che studio informatica e il web design non è il mio principale interesse nell’ambito, detto questo ho usato in parte Bootstrap per due siti web amatoriali (di fatto per l’esame di tecnologie web non è ovviamente ammesso ma come non è ammesso nulla che non sia accessibile secondo lo standard w3c , che ormai nessuno segue) e devo dire che sono d’accordo con lei su tutto il fronte (a parte il fatto che faccio schifo, o meglio sì, essendo principiante in questo forse dovrei dire che faccio schifo ma mi riservo un margine di miglioramento ahah).
    Cordiali saluti,
    Alberto.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per l’apprezzamento, ovviamente il titolo non va preso alla lettera – come hanno fatto alcuni commentatori – ma purtroppo c’è gente che vive di sola indignazione :)

  4. osky ha detto:

    Guarda hai ragione, non lo faccio di lavoro ma sono curioso e da anni faccio siti cad svg etc… ho preso sto bootstrap 4 rimasto impressionato da un paio di video… lo uso da 4 5 giorni e sono frustrato
    E’ come hai detto tu è pesante ed è piu lungaggine che altro meglio il buon sano studiare ed usare css html js php piuttosto che un “robone” di software cosi rigido e pesante

    MEGLIO Geany ! XD

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Osky, ho scritto questo articolo quanto era stata appena annunciata la versione 3 di Bootstrap ma immagino che alcuni punti possano essere ancora validi. Per chi vuole avere ancora il controllo di tutto, soprattutto quando parliamo di progetti piccolissimi, non esisterà mai un metodo migliore che scrivere tutto da zero. Che senso ha portarsi dietro venti giga di node_modules se devi mettere online due paginette?

      Comunque sei la prima persona che incrocio che utilizza Geany, non l’ho mai usato. Ti consiglio di dare un’occhiata anche a Atom (di Microsoft, che lo ha comprato assieme a GitHub) e Brackets (di Adobe), sono entrambi molto leggeri.

  5. tiziano ha detto:

    ciao daniele: mi sono trovato su questo articolo navigando su google cercando, a dire il vero, tutt’altro.
    avevo già letto in passato l’articolo di annalisa riggio che hai linkato, perchè ero abbastanza spaesato su dei concetti che lei rende (finalmente per me) semplici, anche se abbastanza complessi.

    io sono un ragazzo che ha iniziato un po di tempo fa, ma non mi sento assolutamente un professionista e non mi elevo tale. La mia conoscenza e il mio approccio si evolvono di continuo: sono passato dallo spaghetti code alla programmazione MVC, un salto di qualità davvero spaziale per me!

    tutto quello che hai scritto lo condivido: se oggi si cerca un admin template al 99.9% la risposta sarà identica, per i concetti di rigidità da te espessi.

    io stesso però, scrivendo principalmente back-end, mi disinteresso completamente di quanto possa essere “unico” il risultato finale. Per mia logica un sito web dovrebbe essere affrontato da una serie di persone invece che da una sola, proprio per rendere il prodotto finale unico.

    ti chiedo quindi se i concetti che hai espresso ne “Dieci ottimi motivi per adorare Twitter Bootstrap” siano leva maggiore rispetto a scrivere un carousel da zero, evitando di non appoggiarsi ad uno dei tanti framework. Non vedendola dal punto del risultato finale, che sicuramente sarà meno professionale, ma dal punto di vista di semplicità di risoluzione del problema e di non dover “reinventare” la ruota.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Tiziano, come vedi questo articolo ha più di 5 anni, l’altro articolo ha quasi 2 anni e le cose cambiano molto velocemente, soprattutto per noi.

      Oggi ti consiglierei senza dubbio Angular, e visto che il frontend non è la tua materia preferita ti suggerisco di adottare Angular Material, ha tutto quello che ti serve per realizzare un pannello di controllo in poco tempo, è MVC, insomma ti piacerà un sacco.

      Buon lavoro e grazie per aver letto i miei articoli.

  6. Giulio Gorobey ha detto:

    solo per sapere, oltre all’aticolo…cosa hai scritto di questa pagina?

  7. Valerio ha detto:

    AHAHAHAHHHHHH.Uno che dice “cialtroni” agli altri, che non riceveranno risposte da nessuno riguardo bootstrap……ed ha fatto il suo sito con WordPress. Odiamo chi usa wp e dovresti saperlo. Questa è una scorciatoia, non bootstrap. PER GABRIELLA:l astio ce la perché è di 4 anni fa, ormai tutti usano bootstrap.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Valerio, inizialmente non avevo capito il tuo commento, poi ho visto il tuo sito e tutto mi è improvvisamente apparso chiaro. In bocca al lupo ;)

  8. Gabriella ha detto:

    Sono d’accordo su tutta la linea, eccetto una microscopica cosa nel finale: il responsive non è considerato una futilitá dagli sviluppatori. Su tutto il resto concordo, anche se, a onor del vero, a volte, se per esempio devi creare una applicazione in una pagina di wordpress, in realtà Bootstrap te lo puoi ritrovare precaricato da chi ha creato il tema, e alle volte potrebbe essere comodo (è chiaro che se cambi tema, poi devi trovare il modo di reintrodurlo). Non capisco l’astio di molti commenti

  9. Simone Baldassin ha detto:

    Mi tocca farti 90 minuti di applausi Daniele, mi hai decisamente tolto le parole di bocca e ancor di più da quando ho testato (per diletto sia chiaro, per lavoro faccio da me) il 4. Pubblicherò un articolo nelle prossime settimane riguardo “le scorciatoie” che cercano tanto i nuovi Designer e/o Developer, se avrai piacere di leggerlo il link del mio sito è sotto. Buona Domenica

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per i complimenti, per completezza devo ammettere che non ho avuto modo di provare Bootstrap 4 da quando è uscito, ma verrò a leggere il tuo parere al più presto ;)

    • Bak ha detto:

      Scusami, ma il link a fondo pagina del tuo sito che indirizza al sito di bootstrap?
      Sei qui per commentare o per farti pubblicità?
      #Daniele
      Se devi fare un sito internet per una gelateria e lo fai con bootstrap in tempi più ragionevoli customizzato (con stile diverso),ed il cliente é contento . qual’è il problema il tuo cliente spenderà anche meno visto che ci hai messo meno tempo.

  10. Devtech Italia ha detto:

    Ciao Daniele, il fatto che il codice sia stato scritto da altre persone non preclude il fatto di non poterlo usare. Bootstrap è un Framework e se può velocizzare un lavoro che ben venga. Il fatto di personalizzare tutto, di rendere tutto a propria immagine e somiglianza non è un fattore determinate per l’uso di uno strumento e la produzione di un prodotto professionale. Ricordiamo che usiamo IDE e altro software avanzato per scrivere codice mentre basterebbe un semplice editor di testo basilare. Se avessi parlato del lato tecnico allora si poteva discutere, ma il fatto delle row e container non convince molto se si parla di progetti grandi. Se hai fatto questo post solo per generare traffico sul tuo sito allora hai fatto bene (d’altronde il titolo è d’impatto e contraddittorio, pane per questa società) e ci sei riuscito perché ho scritto un commento e sono stato più di 30 sec su questa pagina. Bootstrap pesa quello che pesa… ma oggi con fibra ovunque e connessioni ultra veloci ci lamentiamo di 121 KB ? dopo che stiamo, per diversi motivi è vero, collegati su netflix?
    Gente fate ciò che sentite più adatto a voi, nessuno può dirvi che “fate schifo” per questo motivo :)

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Capisco che anche tu abbia sentito il bisogno di dire che non fai schifo, però quando discuto con qualcuno mi piace che questo si presenti con nome e cognome, quindi lascerò il tuo commento per 24 ore per darti il tempo di firmarti, altrimenti lo rimuoverò.

  11. Roberto Peruzzo ha detto:

    Il tuo punto di vista lo trovo molto interessante, ma scrivere un articolo “distruttivo” su uno strumento lo trovo piuttosto inutile. Visto che da anni fai mesto mestiere, avrai parecchie cose da insegnare; quindi forse potevi dare qualche consiglio su come fare quello che secondo te Bootstrap non fa. Ad esempio il punto 5. “Bootstrap richiede più tag di quanti ne useresti normalmente.”, avresti potuto descrivere quale struttura HTML/CSS solitamente utilizzi per costruire pagine responsive. In questo modo l’articolo sarebbe diventato “costruttivo” per chi lo legge. Saluti.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per il tuo contributo Roberto, questo articolo avrebbe potuto essere migliore in tanti modi ma ormai è vecchio di quattro anni e non credo che lo toccherò più. Nel frattempo ne ho viste tante e anche peggiori, per esempio ExtJS per scrivere “hello world” in pagina genera non meno di sette annidati, quindi ho cominciato a pensare che l’idea che ho io della pulizia del markup è semplicemente anacronistica, lo era già quattro anni fa.

  12. Loris ha detto:

    Non è bello commentare un’articolo tre anni dopo la pubblicazione (e me ne scuso).

    Studio informatica e solo quest’anno mi sono avvicinato a bootstrap per le webapp (mysql, java, ajax, bootstrap e css; bene o male toccando solo questi ambiti, partendo da java). Personalmente mi trovo d’accordo con quanto scritto nell’articolo e in particolare riguardo il peso. Paradossalmente mi sono trovato meglio a reinventare la ruota per ricostruire quello che bootstrap permette di fare di default piuttosto che tentare di modificare alcuni pezzi lavorando su bootstrap stesso. (alcune modifiche di bootstrap mi hanno causato bug molto difficili da risolvere)

    Avverto, non mi intendo di grafica e conosco bootstrap da poco, come programmatore sono un principiante e sicuramente non conosco abbastanza bootstrap da poter giudicarlo veramente.
    Ma… il sistema di colonne lo trovo molto limitante e come programmatore non mi piace l’idea di dovermi caricare di codice che nemmeno conosco solo per avere tutto sottomano.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Loris,

      da quando ho scritto questo articolo ho cambiato idea su tante cose, da tempo non riesco a fare a meno di Sass e ti consiglio di dare un’occhiata al sistema di griglia Susy, puoi fare tutto ciò che fa la griglia di Bootstrap e molto di più, e senza intervenire sull’HTML… trovi tutto qui: http://susy.oddbird.net/

  13. user ha detto:

    Bell’articolo :)
    si va verso la standardizzazione e’ vero ormai c’e’ poco da combattere!
    ma la cosa piu’ stupida almento in Joomla e anche nei browser mobile e’ l’ammiistrazione responsive per joomla e la navigazione nei mobile solo respondive !

    non riesco a trovare un browser che adotti l’opzione desktop sui device mobile!

    Opera agli inizi la implementava ora magicamente e’ sparita su tutti i browser del pianeta !

    sul mobile e’ impossibile lavorare o vedere un sito in modalita’ desktop !

  14. Maccanti Giacomo ha detto:

    Hanno realizzato un Framework funzionale e “apparentemente” di bell’aspetto per creare pagine web responsive e dinamiche.
    Il problema è che, mentre prima per dar vita a un sito bisognava usare 400 tecnologie diverse, ogni volta facendosi il segno della croce sperando che fossero interpretate correttamente da tutti i browser, adesso è molto più facile e lineare. Appesantisce la pagina? I siti sono tutti uguali? Il sorgente non è scritto da noi? Ma di cosa stiamo parlando? Oggigiorno si utilizzano computer, tablet e smartphone che hanno processori potentissimi e capacità di elaborazione strabilianti, per non parlare della velocità di connessione a internet, e noi facciamo la punta alla velocità di caricamento della pagina?
    Secondo me i GURU della progettazione web stanno per perdere il lavoro in favore di tool capaci di customizzare e linearizzare i prodotti in pochi passaggi.
    Tutto il mondo della programmazione sta provando ad orientarsi verso queste soluzioni; qualcosa di pronto che possa generare codice in automatico senza problemi!

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per avermi aggiornato sul mondo della programmazione, sei troppo avanti.

    • user ha detto:

      si come ho sritto sopra la standardizzazione e’ un futuro noto e doveroso per evitare problemi di usabilita’ per il futuro!

      Ma joomla se devo lavorare su mobile va in respondive e la cosa mi sta creando problemi seri :) stiamo ancora in una fase troppo embrionale !

  15. Chiara ha detto:

    -“se e’ fatto con bootstrap si vede”… e se e’ fatto con wordpress no?!
    -“non l’hai scritto tu”… invece wp l’hai scritto tu?!
    secondo me, non solo non sei capace a sviluppare (altrimenti non useresti una ciofeca come wp), ma neppure sei in grado di usare bootstrap…
    studia invece di sproloquiare!

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Una cosa che mi fa sempre sorridere sono i commenti dei pivelli come te: hai scoperto Bootstrap ieri, hai googlato per trovare qualche tutorial da niubbi e sei finita a commentare un articolo vecchio di tre anni. Devo assolutamente installare un tema fatto con Bootstrap su questo blog WordPress per vedere cosa commenta il prossimo idiota. Stammi bene ;)

    • Maccanti Giacomo ha detto:

      Condivido pienamente!

  16. Silvio Gne Losi ha detto:

    Preferisco un sito in bootstrap che un sito in wordpress.
    Soprattutto se il sito è anche il proprio portfolio e ci si vende come sviluppatore.
    Saluti.

  17. Filo ha detto:

    Anche il sito di Poste Italiane fa uso di Bootstrap, sono titti MERDE come asserisce Daniele?

  18. Filo ha detto:

    Ciao Daniele,
    ho letto un pò di post a riguardo, sono anche io dell’avviso che i dieci punti scritti sono di poco gradimento… la dialettica viene a mancare e nella professione non si può mancare di questo!
    Se non conosci bootstrap è vero tutto quello che dici, ma se hai dedicato dello studio ad esso ci si rende conto che è una piccola parte dello sviluppo web… se parliamo di siti statici (vetrina) puoi delegare tutto a bootstrap e in 5 minuti il gioco è fatto…
    Ma in grossi progetti bootstrap può essere manipolato e non poco (appunto se lo conosci) è molto leggero perchè se lo conosci, eviti di caricare le lunghe librerie che dici. L’annidamento dei div può essere minimizzato se conosci bootstrap… Ci sarebbe da dire molto di più ma non sto qui a perder tempo!
    Mi occupo di sviluppo web da circa 20 anni e continuo a studiare ogni giorno e ogni cosa… Ho studiato anche Bootstrap e non mi sento di far “schifo” come asserisci tu!
    Oltre Bootstrap bisogna conoscere molto altro per dire: sono webmaster o web designer… C’è PHP, MySql, Jquery, javascript, css, java, android, piton…
    Credo che hai perso del tempo a scrivere i tuoi dieci punti, e anch’io a scrivere questo post…
    Buona fortuna
    Maurizio Filomeni

    P.S.
    il tuo sito sarebbe un pò da ottimizzare…

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per aver condiviso il tuo punto di vista in questo giorno di festa. Da quando ho scritto l’articolo questo è il terzo Ferragosto e non credo che il tempo dedicato alla scrittura sia perso se stimola ancora le riflessioni di chi lo legge dopo tanto tempo. Torna a trovarmi :)

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ah, grazie per il suggerimento di ottimizzare il mio sito, nel 2015 bisogna tenersi aggiornati, complimenti per il tuo che è tutto in Flash… all’avanguardia!

      • Filo ha detto:

        Nel mio sito il flash non centra assolutamente nulla… Cerca di tirare dietro la lingua sei stato abbastanza maleducato e di professionale hai gran poco. La tua professione è solo lodarti del tuo sapere nel tuo sito.
        E con questo ho chiuso.

        • Daniele Alessandra ha detto:

          Perché te la prendi? Ti ho detto che sei all’avanguardia… Se è il mio sapere a darti fastidio puoi studiare, magari potrei insegnarti qualcosa ;)
          Torna a trovarmi.

          • Filo ha detto:

            Si bravo daniele, intanto incomincia tu a studiare… Non me la prendo assolutamente, ho constatato che sei solo maleducato.
            Buona fortuna

          • Daniele Alessandra ha detto:

            Quando sarai abbastanza maturo potrò insegnarti qualcosa, non solo il mestiere, ma anche l’educazione e come stare al mondo. Per il momento mi limiterò a cancellare gli altri commenti di insulti e, ricordandoti che sei a casa mia e mi stai insultando da tre giorni, ti invito ad andare altrove.
            Al prossimo commento di insulti sarò costretto a bannarti.
            Buona vita.

  19. Francesco ha detto:

    Beh! Troppo esagerato! bootstrap ha ispirato un nuovo approccio all’ui composing credo che lei non voglia dedicarsi allo studio serio delle tecnologie che le danni il pane! Sputa nel piatto dove mangia!!! Blahh

  20. Riccardo Zanini ha detto:

    Complimenti, articolo scritto con una dialettica magistrale, bello, ingaggiante e simpatico! Comunque volevo ricordarti, che il tuo sito è composto di migliaia e migliaia di righe che non ha scritto tu (vedi punto 9), si chiama wordpress… Ed è la piattaforma più usata da chi fa questo lavoro da 20 minuti.
    Complimenti ancora comunque per come scrivi, ottimo copy
    Ciao!

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie, non ho capito bene la storia del “chi fa questo lavoro da 20 minuti” ma mi fa piacere leggere un tuo commento su questo mio articolo vecchio di anni ;)

      • Riccardo Zanini ha detto:

        un articolo è per sempre, come i diamanti :) comunque, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi di quello che ho scritto riguardo al punto 9, non pensi di essere stato poco coerente?

        • Daniele Alessandra ha detto:

          Ciao Riccardo, viviamo un tempo in cui i “professionisti” non sanno leggere il valore di un input se non c’è jQuery, in cui venti minuti dopo aver installato WordPress ci si definisce “web developer”. Prima di scegliere quale CMS utilizzare bisognerebbe averne provati tanti e scriverne uno “from scratch”. Quasi tutte le persone innamorate di Bootstrap non sarebbero in grado di compiere in autonomia le operazioni più basilari: realizzare una griglia CSS, impaginare un form responsive. Un framework non dovrebbe essere scaricato e usato, dovrebbe essere studiato, compreso, integrato. Qualunque cosa volessi dire quando ho sritto un articolo rimango dell’opinione che chi non è in grado di capire come e perché Bootstrap funziona non dovrebbe usarlo. Solo chi ne comprende e ne abbraccia le logiche, partecipando attivamente al suo sviluppo, contribuendo ai rilasci e frequentando la community potrà dire che il codice è (anche) suo e potrà usarlo senza che io lo critichi.

  21. Anabasi ha detto:

    Bootstrap è un metodo per accelerare lo sviluppo di un progetto e in ben
    determinati ambiti. Che c’entrano tutte queste considerazioni su chi fa
    le cose bene e chi le fa male, tra chi usa bootstrap e chi no? Cosa
    gliene può importare al cliente se il mockup esecutivo fatto da un grafico viene
    tradotto sul web usando questo o quello strumento? Cioè mi sembra una
    discussione surreale con tanto di citazione della “esaustiva” (nel senso
    che dopo aver letto il suo articolo sei esausto) esperta di “usability e
    user experience”. Ma di cosa stai parlando? Hai già sbagliato
    la previsione che Boostratp non sarebbe sopravvissuto alla versione 1.0
    mi pare che se questo ti crea frustrazione almeno, non farla venire gli
    altri che invece, anche se alle prime armi, non sono ne dei truffatori
    ne tantomeno persone da offendere. A te non piace Boostrap e per questo ti metti a fare tutto questo baccano? Ma suvvia perfavore, prova a sederti sulla
    sedia di Munari e a restarci per un paio di orette. Ricorda solo che una
    persona intelligente non si farebbe tutte le domande che si fa
    Alessandra Riggio. Una persona normale declina l’invito a sedersi e
    resta in piedi, visto che è chiaro che l’incontro dovrà durare poco
    tempo. Prova a traslare questo paragone sul web e comprenderai che anche Bootstrap per quanto deprecabile per molti aspetti, ha una sua funzione. Cordialmente. Alessandro.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Alessandro, grazie per aver condiviso il tuo punto di vista.
      Anche il tuo commento contiene inesattezze, ma non per questo la tua opinione è da rigettare completamente.
      È vero che Bootstrap è utile in alcuni ambiti, non mi sembra di avere affermato il contrari, ma è altrettanto vero che Bootstrap non va bene per ogni progetto. Quando scrissi questo articolo sembrava che tutti avrebbero smesso di fare frontend senza questo framework e mi è sembrato utile esprimere parere contrario, tutto qua.
      Devo purtroppo rimproverarti una cosa, non mi piace che si usino i commenti a questo blog per insultare altra gente: se non sei d’accordo con l’articolo di Annalisa ti prego di rivolgerti direttamente a lei in modo da concederle anche la possibilità di replicare.
      Buonanotte :)

      • Anabasi ha detto:

        Non ho insultato nessuno. Ho commentato una citazione che tu hai utilizzato per invitare vivamente i lettori ad andarsi a leggere. Cosa che ho fatto e che ho ritenuto opportuno farti sapere nella risposta al tuo articolo, quello si, insultante persone che hanno la “colpa” di usare uno strumento che tu giudichi una “schifezza”. Il mio articolo non contiene imprecisioni dato che non ho dato pareri tecnici ma una semplice constatazione che è la stessa, guarda caso, che si può osservare nella polemica tra Linus Torvalds e Tannebaum ai tempi della nascita del kernel Linux. Secondo il noto docente il codice dello studente era una “schifezza”, stilisticamente una aberrazione, non avrebbe mai fatto strada… e bla bla bla … abbiamo visto come sono andate le cose e mi spiace per te e per quelli che più o meno la pensano come te in ambito informatico ne siamo tutti contenti e tutti ne abbiamo guadagnato qualcosa in termini di conoscenza e moneta. Buona fortuna. Alessandro

        • Daniele Alessandra ha detto:

          In bocca al lupo Alessandro.
          Dopo che hai paragonato Bootstrap al kernel Linux e me al professor Tanenbaum (si scrive così, controlla) non posso far altro che alzare le mani in segno di resa. Meno male che Disqus ti consente di modificare ciò che scrivi.

          • Anabasi ha detto:

            Modifico il testo in quanto cerco di elaborare un pensiero coerente. Effettivamente avevo scritto un pistolotto pesantino per il tuo affezionato pubblico. Ti faccio solo notare che l’outbound link che hai utilizzato per denigrare il team di sviluppo di Bootstrap rimanda ad un sito che utilizza proprio …. Bootstrap. Pensa un po’ che strana coincidenza.

          • Daniele Alessandra ha detto:

            “denigrare il team di sviluppo di Bootstrap” non mi sembra una descrizione sufficientemente accurata di ciò che l’articolo fa, però sono punti di vista… perché non scrivi i 10 motivi per cui Bootstrap sarebbe la panacea? Magari potrei aggiungerne il link “outbound” per offrire ai lettori un secondo parere.

          • Anabasi ha detto:

            il tuo articolo polemico mi ha portato in queste ore ad approfondire l’argomento. Pro&Cons sull’utilizzo di Bootstrap ne trovi parecchi in giro e una di queste in partcolare mi ha colpito subito dato che riporta in chiave dialettica alla diatriba tra Torvalds e Tanenbaum nel modo in cui viene presentata. Cioè Bootstrap non rispetta gli standard di codifica (quindi presenta delle lacune a livello di codice proprio come sosteneva il docente con il suo allievo) però funziona egregiamente (ed è questa la scintilla che ha coinvolto milioni di persone a farne diventare uno strumento utile e rispettato). Fuori di polemica, se hai letto il pistolotto che ho risparmiato ai tuoi lettori condivido alcune tue osservazioni, altre mi lasciano perplesso.

          • Daniele Alessandra ha detto:

            Lieto di esserti stato di stimolo, allora :)

  22. Stefano ha detto:

    Bootstrap funziona. È riuso del codice, sacro santa legge da sempre nella programmazione. Sei un designer, con voi i developer si scontrano sempre. Dai su, non è necessario denigrare così uno strumento universalmente sconosciuto. Poi chiaramente, se sei in montagna, sperduto tra gli appennini e hai la connessione 2G….non tiri giù nemmeno una pagina da 50KB.

  23. Beppe ha detto:

    Buongiorno,
    personalmente mi sono sentito offeso.

    Sono d’accordo con tutti i motivi elencati, ma perché insultare in tal modo? Non era sufficiente evidenziare i pro e i contro?

    Sono uno sviluppatore (non fai-da-te e ci siamo capiti) e per esigenze commerciali/aziendali spesso necessito di ricorrere a Bootstrap. Come ogni cosa ha pro e contro.

    Ormai sono tanti anni che milito nella vita e mi sembra proprio che certi atteggiamenti “idealisti” nel 2014 siano di troppo.

    “Siccome sono uno sviluppatore devo fare per forza le cose fighe e usare strumentazione pura, altrimenti non sono cool”… ma a volte, le esigenze sono e devono essere altre. Buon senso, amico, buon senso.

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Ciao Beppe (sempre che questo sia il tuo nome), mi farebbe piacere approfondire con te il mio buon senso e la mia buona educazione, ma dal momento che non hai avuto né il buon senso né la buona educazione di firmarti con un nome vero e completo, o almeno di inserire un indirizzo email verosimile, non ritengo di dovermi giustificare con te.

      Buon pomeriggio.

  24. Annalisa Riggio ha detto:

    Mi hai tolto le parole di bocca.
    Grazie per la citazione :)

      • Jonny ha detto:

        E si io sono uno sviluppatore conosco delphi , PHP, CSS, HTML, jquery, java, e ultima te sviluppo anche per android.
        Secondo me la questione é piuttosto semplice, ce chi si é spaccato il cervello a studiare da purista e per far oggi un sito e commerce magari ci mette 2 mesi.e ce ci ti fa lo stesso sito in 10 GG secondo voi io che devo pagare il sito quelle dei due programmatori sceglierei?il vero problema é che hai puristi un po brucia…un po come i tassisti contro uber…

        • Daniele Alessandra ha detto:

          Grazie per avermi mandato il curriculum ma al momento non assumo ;)

          La domanda «chi scegliere tra un programmatore che fa il sito in 10 giorni e uno che lo fa in 2 mesi» può avere numerose risposte valide:
          1) Se il mio progetto è un progetto serio e non una carnevalata mi affido a un’agenzia e non al primo pinco pallino che passa (che saresti tu).
          2) Se mi rivolgo a un freelance ne cercherò uno che abbia almeno i rudimenti del mestiere, per esempio eviterei di affidarmi a chi non è in grado di trovare il form di risposta corretto su Disqus e inizia una nuova conversazione rispondendo a un commento che non è pertinente (come hai fatto tu).
          3) Se mi rivolgo a un professionista alle prime armi che ha voglia di fare e di imparare ne cercherò uno che sia almeno in grado di comprendere ciò che gli si dice, per questo è necessario che sappia esprimersi correttamente in italiano o in inglese (senza tutti gli errori che hai fatto tu).

          Grazie comunque per l’interessamento, ti faremo sapere.

    • Anabasi ha detto:

      Sbaglio o il sito citato dall’articolo utilizza proprio Bootstrap? ^__^

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