Dieci ottimi motivi per adorare Twitter Bootstrap

Continuo a ricevere insulti da parte di persone che, leggendo il mio articolo “Bootstrap fa schifo e anche tu”, non riescono a coglierne l’essenza. Questo non è un articolo riparatore, ciò che ho scritto tanti anni fa rimane sempre valido se contestualizzato nel suo tempo e per il giusto target.

Ma veniamo ad oggi: io adoro Twitter Bootstrap, lo utilizzo quotidianamente per il mio lavoro e penso che tutti quelli che hanno a che fare con il web design dovrebbero conoscerlo.

Ecco dieci buoni motivi per amarlo!

1. Velocità.

Il tempo è denaro, si sa, e Bootstrap è lo strumento ideale per risparmiare tempo: è pronto all’uso, con decine di componenti già pronti. Un web developer non deve preoccuparsi di tutti gli aspetti basilari dell’interfaccia ma può utilizzare tutti i componenti che ritiene opportuni senza dover scrivere una riga di codice durante il primo setup. Veloce da integrare, veloce per programmare, veloce da imparare.

Dal punto di vista di un datore di lavoro Bootstrap è un ottimo investimento perchè i dipendenti possono imparare in fretta, diventare produttivi in fretta, e i passaggi di consegne sono per lo più indolori.

2. Personalizzazione.

Un altro vantaggio nell’usare Bootstrap è che è possibile personalizzarlo già prima di iniziare a lavorare, letteralmente. Dalla pagina Customize and Download Bootstrap si sceglie cosa aggiungere e cosa tralasciare, ma si scelgono anche i colori, le dimensioni del testo, i margini e tutto quello a cui riuscite a pensare. È da cose come questa che si apprezza Less.

Bootstrap è realmente Open Source. L’intero codice si trova su GitHub e la sua licenza MIT garantisce la totale libertà di utilizzo e di modifica, senza dover acquistare nessuna licenza.

3. Elementi di design.

Creare un layout decente richiede una Griglia decente, e quella di Bootstrap 3, finalmente, è una signora griglia. Non è l’unica griglia in circolazione ed è possibile utilizzarne delle altre, anche assieme a Bootstrap. Modificando alcune variabili Less è possibile scegliere il numero di colonne e la spaziatura, ed è anche possibile annidare griglie all’interno di colonne.

Un altro aspetto di cui è necessario occuparsi prima di iniziare è la Tipografia. Quali caratteri usare per i titoli, per il corpo del testo, per le didascalie? Quali dimensioni per il corpo del testo e l’interlinea? Bootstrap contiene già tutte queste regole.

Poi ci sono Tabelle, Form, Icone, Colori, insomma: tutto è già previsto e tutto è facilmente configurabile, meglio ancora se si conoscono Sass o Less.

4. Coerenza.

Il motivo principale per cui Bootstrap fu concepito inizialmente era che tutti gli sviluppatori coinvolti nella realizzazione di Twitter avevano bisogno di essere coordinati, sia nello stile del codice sia negli aspetti visivi dell’interfaccia, fino alla consistenza dell’aspetto degli elementi grafici sui vari browser.

5. Aggiornamenti.

Con una comunità mondiale di contributori Twitter Bootstrap è uno dei progetti più frequentemente aggiornati su GitHub. Ogni bug viene preso in carico tempestivamente e ogni feature viene progettata su migliaia di configurazioni diverse, aggiornamenti vengono rilasciati continuamente. Il rilascio della versione 4 stabile è alle porte, due settimane fa è stata rilasciata la versione 4 alpha 5, appena un mese dopo la alpha 4.

6. Integrazione.

Anche nei progetti già pubblicati è sempre possibile aggiungere tutto o una parte di Bootstrap per utilizzarne stili e componenti. Basta copiare parte del CSS di Bootstrap e aggiungerlo al proprio progetto. I pulsanti, le tabelle, la griglia, ogni aspetto di Bootstrap può essere utilizzato singolarmente.

Bootstrap contiene un impressionante numero di elementi, tra cui

  • Dropdown
  • Bottoni e Gruppi di Bottoni
  • Barra di navigazione
  • Briciole di pane
  • Etichette e Badges
  • Messaggi e Avvisi
  • Barre di Progresso
  • E molto altro.

7. Responsività.

Con la diffusione dei dispositivi mobili la progettazione web aveva subìto un duro colpo, per un periodo di tempo che è sembrato lunghissimo gli sviluppatori web sono stati costretti a scrivere due volte il codice del front end. La versione mobile rappresentava un costo per il professionista che quasi mai il cliente era disposto a sostenere. Finchè non arrivò il concetto di responsività: la stessa pagina si adatta alle varie risoluzioni.

Bootstrap è la soluzione definitiva alle esigenze di responsiveness. Dagli schermi più grandi fino agli smartphone, passando per netbook e tablet, tutto si adatta alla perfezione, velocemente ed efficacemente.

8. Longevità.

Bootstrap è costruito utilizzando tecnologie che saranno sempre più supportate nel futuro: HTML5 e CSS3 hanno una lunga vita davanti e Bootstrap li sfutta in pieno, garantendo una giovinezza più lunga al codice scritto oggi.

Nonostante lo sguardo rivolto sempre verso il futuro non viene trascurato nemmeno il passato, ad oggi Bootstrap è compatibile anche con Internet Explorer 8 grazie a plugin come html5shiv o RespondJS inclusi nel pacchetto. Se si seguono alla lettera le istruzioni è possibile realizzare pagine che funzionano praticamente dappertutto.

Naturalmente se il vostro capo vi chiede di garantire la compatibilità con Internet Explorer 7 è il caso di cambiare, non framework, cambiare lavoro!

9. Competitività.

Bootstrap non è il primo Framework di questo genere, e non è neanche l’unico. I suoi diretti concorrenti, però, non riescono a stargli dietro: jQueryUI è troppo pesante, Zurb Foundation è meno conosciuto, HTML5 Boilerplate è poco dotato, Sencha è troppo costoso. Insomma, a parte Foundation che sta provando a recuperare terreno, restando però ancora al secondo posto, sembra che Bootstrap non abbia rivali.

10. Documentazione e Supporto.

La documentazione di Bootstrap è strepitosa. Non devi mai tirare a indovinare, anche se tutti i componenti sono tra loro coerenti ed è facile intuirne il funzionamento dopo le prime ore, ogni singola riga di codice, ogni classe CSS, ogni componente è documentato puntualmente e minuziosamente. Chi lavora nell’IT sa bene che questa non è una cosa comune e che spesso ci si trova a lavorare con dicumentazione incompleta o obsoleta.

Oltre alla documentazione è senpre possibile contare su una comunità numerosa e ben predisposta. Con centinaia di contributors e migliaia di commit Bootstrap è uno dei progetti più seguiti su GitHub (ma forse lo avevo già detto?).

Conclusioni

Bootstrap è la risposta al 98% delle esigenze di un web developer, ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità e utilizzando strumenti come questo si rischia l’illusione di aver imparato un mestiere, fino a quando non ci si trova nella necessità di farne a meno accorgendosi troppo tardi di essere incapaci, ecco perchè in alcune situazioni vi sarà capitato di sentire qualcuno che diceva che Bootstrap fa schifo.

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