La truffa di Klout spiegata in 10 punti

Aggiornamento: giorno 25 maggio 2018 il servizio Klout chiuderà. Nella stessa data entrerà in vigore la famigerata GDPR, una legge europea che costringerà tutti i servizi online a essere trasparenti sui dati personali raccolti. Qualcuno potrebbe pensare che le due cose siano collegate e che l’unico scopo di questo servizio fosse, alla fine, solo raccogliere tutti i nostri dati.

Questa settimana ho eliminato il mio account su Klout, da qualche tempo avevo iniziato a tenere d’occhio quel numerino per curiosità ma è bastato davvero poco per capire che non è altro che fuffa. Se vuoi conoscere i 10 motivi per cui mi è apparso evidente che Klout non sia altro che una trovata per raggirare gli allocchi continua a leggere, ma prima una piccola spiegazione per chi non sapesse che…

The Klout Score is a number between 1-100 that represents your influence. The more influential you are, the higher your Klout Score.

Con queste parole il servizio si presenta a noi come un “misuratore di influenza”, un voto da 1 a 100 che dovrebbe indicare quanto la nostra opinione sia autorevole, le persone che hanno un punteggio alto si auto-definiscono “influencer” e c’è chi ha preso molto sul serio la questione.

Visto che se ne parla sempre più, anche perché sarebbe interessante avere uno strumento in grado di fornire la misura esatta dell’influenza di una data fonte, e visto soprattutto che molti non ne ne sono ancora accorti, ecco i 10 motivi per cui IMHO Klout è una sciocchezza e tutti dovrebbero abbandonarlo.

1. Probabilmente hai un profilo su Klout anche se non lo sai.

Ebbene si, se usi Facebook o Twitter allora hai anche un profilo su Klout. Il servizio raccoglie e colleziona i dati pubblici da qualsiasi fonte provengano e ha già un’idea di quello che fai su internet. Questo è un segno che lo scopo reale di questo servizio non è calcolare il punteggio di alcuni ma è farsi i fatti di tutti, in modo da inviare pubblicità mirata attraverso altre persone sui social, dopo averle illuse di essere influenti.

2. Il voto è quantitativo, non qualitativo.

Klout premia lo spam e i troll, in pratica il punteggio cresce in proporzione al numero di persone che entrano in contatto con i contenuti che inseriamo sui social network, meglio se queste persone hanno un punteggio alto. Per settimane sono riuscito a pompare il punteggio semplicemente insultando le pagine dei brand con valori più alti: Sky, Tre, Tim, Fastweb… ogni volta che rispondevano a un mio messaggio contribuivano ad aumentare il mio punteggio. Questo non fa di me una persona autorevole, questo fa di me un troll.

La prossima volta che leggerete un tweet che insulta qualcuno, un messaggio razzista, una manifestazione di odio, prima di rispondere o ri-twittare fermatevi un attimo a pensare che qualsiasi vostra azione contribuirà ad accrescere il punteggio Klout legato a quell’account. È così che funziona.

3. E comunque misura la quantità sbagliata.

Un misuratore di influenza dovrebbe dirci quante persone riusciamo a convincere che ciò che diciamo è giusto, ma basta fare un confronto tra due persone qualsiasi per rendersi conto che un valore maggiore di Klout non corrisponde affatto a una maggiore influenza o credibilità.

Nel momento in cui ho cancellato il mio profilo avevo un punteggio Klout di 62: lo stesso di “Valerio Staffelli” o di “Stefania Petyx”, molto più alto del 54 assegnato al profilo ufficiale di “Ficarra e Picone”.

Secondo la valutazione di Klout io sarei più influente del duo palermitano ma non è così: questa settimana “Ficarra e Picone”, per fortuna, sono riusciti a trascinare allo stadio 25 mila persone e a raccogliere i fondi necessari per donare una TAC all’ospedale dei bambini di Palermo, invece io avrei difficoltà a mettere insieme una squadra di calcetto.

Purtroppo molta gente si beve la storia del Klout e si illude di avere sulla società maggiore ascendente delle celebrities che appaiono in TV, è per questo che “coltivano” il proprio punteggio.

4. Il punteggio aumenta al diminuire dell’audience.

L’algoritmo con cui Klout calcola il punteggio è segretissimo, ma non è troppo intelligente. Bastano pochi esperimenti per rendersi conto che il servizio non fa altro che assegnare un punteggio ad ogni profilo social collegato con l’account Klout, secondo parametri diversi, e ci restituisce una media. La logica suggerirebbe che una persona che scrive su Facebook e su Twitter possa raggiungere un pubblico maggiore rispetto a una persona che scrive solo su Facebook, ed è per questo che tutti quelli che vogliono veder crescere questo punteggio si affannano ad aggiungere quanti più canali possibili, invece il punteggio scende, come mai?

Va da sé che se uno ha 10 “follower” su Facebook e 2 su Twitter dovrebbe raggiungere più persone di uno che ha solo 7 follower su Twitter; questa è una semplificazione ma rende bene l’idea che fare una media in questo caso è un’idiozia.

Se avete collegato ogni social network esistente al vostro account Klout fate questo esperimento, eliminate i canali che non utilizzate. Se fate pochi check-in eliminate FourSquare; non fotografate nulla da mesi? Mettete via Instagram, dopo due giorni il vostro punteggio su Klout salirà un pochino.

5. Andando in vacanza il punteggio diminuisce.

Un altro esperimento che possiamo fare per dimostrare l’inconsistenza del punteggio assegnato da Klout consiste nell’andare in ”vacanza dai social” per una settimana, se non postiamo nulla per qualche giorno ecco che il Klout precipita inesorabilmente. Come se l’autorevolezza di una persona dipendesse dalla quantità di comunicati che tale persona rilascia. Se una persona è autorevole lo è sempre, o almeno lo è fino a quando non si dimostra la sua fallacia; il silenzio non può danneggiare la reputazione di una persona.

Pensate a Roberto Benigni o ad Adriano Celentano: non si fanno vedere per anni e poi con due serate in TV all’improvviso fanno il pieno di ascolti e se ne parla per mesi. Se il sistema adottato da Klout fosse corretto allora questo due signori non avrebbero audience.

6. Modifica la percezione delle proprie possibilità.

CrowdfundingNel periodo in cui il mio punteggio Klout è salito maggiormente sono stato coinvolto in un’iniziativa di alcuni miei concittadini il cui scopo dichiarato era mettere in contatto tutte le persone più influenti della città per promuovere attività benefiche; chi ha grandi poteri ha grandi responsabilità, così ho partecipato volentieri anche se avevo già il grosso sospetto che i nostri poteri fossero un tantino sovrastimati perché la stima si basava esclusivamente sul punteggio di Klout, ma per una buona causa si fa anche questo.

Purtroppo, e prevedibilmente, alla prova dei fatti l’esperimento ha mostrato il suo limite: l’influenza sociale misurata da Klout non corrispondeva a un’influenza sulla società reale. Un gruppo su Facebook formato dalle 500 persone (secondo Klout) più influenti della città non è stato in grado di sviluppare più di 2.300 inviti a un evento su Facebook, solo dopo l’appello che vedete in foto gli inviti sono saliti un po’, ma non sono mai arrivati nemmeno a 4.000. Alla fine le persone che hanno donato davvero qualcosa sono state 60.

500 “influencer” = ~3.500 contatti (con molto sforzo) = 60 conversioni.

7. I Tweet non votano, e quelli bravi lo sanno.

Chi opera nella Comunicazione, o chi aspira a fare questo per mestiere, non può cadere nel tranello che questi numeri rappresentano. Ho già scritto il perché questa misurazione sia errata ma anche se il punteggio Klout fosse attendibile a chi servirebbe? Supponiamo per un istante di avere una misura attendibile della credibilità di una persona sui Social Network, prendiamo una persona con un punteggio di credibilità altissimo sui Social, a che serve in Italia?

La scorsa settimana si è votato in diverse regioni italiane e l’elezione che ha fatto discutere più di tutte è stata quella di Vincenzo De Luca a Presidente della regione Campania. Non mi interessa parlare di tutte le polemiche che hanno preceduto questa elezione, mi interessa invece un comunicato stampa che ha seguito questa elezione. L’agenzia Quorum che ha curato la campagna del neo-eletto presidente ci racconta di come si sono accorti che:

Web e social erano utilizzati da non oltre il 6% della popolazione, mentre TV e radio dominavano la scena

È ancora in TV che si vincono le elezioni, che si vendono le saponette, che si convince la gente. Quindi un “social influencer” serve pochissimo nel mondo reale.

Se vi interessa potete leggere un commento di Alessandro Giglioli su questa cosa.

8. Klout viene usato per millantare credito.

C’è un momento legato alla questione che mi infastidisce più di tutti gli altri: quando trovo il riferimento al punteggio Klout sul curriculum o sul profilo LinkedIn di una persona che dice di essere un professionista. Soprattutto per fermare questo trend sto scrivendo questo articolo.

Se un potenziale datore di lavoro non sa cosa sia Klout, e se gli viene detto che è un punteggio che misura in modo infallibile l’autorevolezza di una persona, e se gli si mostra un punteggio alto, ebbene, lo si sta truffando. Chiunque utilizzi il proprio punteggio di Klout per presentarsi a un datore di lavoro o a un potenziale cliente è un truffatore, e se lo fa in buona fede è un incompetente.

Per i recruiter: non date credito al punteggio Klout del candidato: non è più rilevante del punteggio a FarmVille. Tutto ciò che un alto punteggio Klout ci dice di un candidato è che questa persona ha un sacco di tempo libero e lo trascorre sui social network.

9. Nessuno ha mai convertito davvero grazie a Klout?

Non mi vengono in mente case history di successo legate all’uso di Klout, per questo penso che non ce ne siano, ma non ho la presunzione di parlare di aspetti che non comprendo bene, lascio la parola a voi: invito a commentare qui sotto chi volesse raccontare una storia di successo legata a Klout.

10. Klout manipola le persone.

Siamo arrivati alla fine senza nemmeno nominare i “perks”. Volete sapere cosa sono i “perks”? Sono gli zuccherini che Klout concede alle sue bestioline per addomesticarle.

Ricordate il punto 1 di questa lista, quando ho scritto che Klout invia pubblicità attraverso le persone convincendole di essere influenti? Ecco in dettaglio come funzione questo meccanismo:

  1. Klout scheda tutte le persone che abbiano un account pubblico sui più comuni Social Network e cerca di comprenderne al meglio i gusti.
  2. Klout identifica gli argomenti che interessano alle persone che seguono i suoi utenti, una volta identificata una nicchia di interessi utilizza il punteggio e i perks per gratificare i suoi utenti.
  3. Di tanto in tanto Klout elargisce dei perks ai suoi utenti, in cambio di una azione. Un buono sconto di 10 € sul sito XYZ se scrivi un tweet che parla del sito XYZ.
  4. Gli utenti, gratificati, accettano di promuover un prodotto o un servizio in cambio di una ricompensa molto bassa.

Quello che Klout non dice è che il sito XYZ non ha scelto un “influencer” in base a una reale capacità ma soltanto in base agli interessi delle persone che lo seguono.

Quindi Klout usa i suoi utenti per vendere la sua pubblicità, esattamente come Facebook, Twitter o Google, ma lo fa in modo più subdolo, lo fa ammaestrando alcuni individui per fare in modo che siano loro il canale attraverso cui questa pubblicità raggiunge il target, che nel frattempo non sa nulla dell’esistenza di Klout.

Ora mi rivolgo direttamente a te, se stai leggendo e se credi di essere influente perché hai un punteggio alto a Klout rispondi a una semplice domanda: se io ti chiedessi di twittare a tutti i tuoi follower di venire a leggere il mio blog quanti soldi vorresti? E se te lo chiedesse Klout attraverso i suoi perks?

Meditate gente, meditate.

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5 Risposte

  1. Elisabetta ha detto:

    sono rotolata dal ridere a leggere questo tuo articolo grazie! cercavo info su sto klout perché secondo “ello” a me tipoobama mi potrebbe pulire le scarpe….e non me ne ero mai accorta azz devo andare a pagare i debiti e bollette che vitaccia

    • Daniele Alessandra ha detto:

      Grazie per aver apprezzato questo articolo, l’ho scritto in un momento in cui troppa gente utilizzava il punteggio di Klout per acquisire credibilità, mentre basta un briciolo di sale in zucca per capire che è un numero basato sul nulla.

  2. Gippe ha detto:

    Se mi dai un panino con la porchetta lo tuitto io

  3. Glen Runciter ha detto:

    Il vero motivo per cui i vostri amici mettono “mi piace” ai vostri post su Facebook

    http://www.vice.com/it/read/like-post-facebook-perch-890

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